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mercoledì, 18 novembre 2009, 20:58 Quanto è probabile che nell'arco di 24 ore:
commenti ? lunedì, 09 novembre 2009, 22:39 Non ricordo se l'allenatore mi abbia sbattuto fuori perché ero diventata alcolizzata, oppure se ho iniziato a bere come una spugna quando l'allenatore mi ha cacciato dalla squadra. Tant'è che ricordo solo che stavo in terzo liceo, verso la fine dell'anno, più o meno maggio del 2005, mi ero lasciata da poco con il mio primo storico ragazzo (quella che ad oggi risulta ancora come la mia relazione più lunga) e avevo solo voglia di non fare un cazzo. Dopo la scuola andavo direttamente "in piazza", a volte senza proprio mettere piede dentro casa: aprivo la porta, lasciavo lo zaino all'ingresso e scappavo via di corsa, prima che mamma se ne accorgesse. Non mangiavo tutto il giorno, bevevo soltanto, birra da mattina (ovviamente prima di entrare a scuola si passava al discount a comprarne un paio di casse) a pomeriggio inoltrato, e vodka liscia fino all'ora in cui non ero troppo ciucca per potermi reggere in piedi e mi facevo tutto viale Trastevere e viale Marconi fino a casa. Di solito intorno alle 3. Non mangiavo perché non avevo soldi, e quando trovavo qualche spiccio lo spendevo per offrire da bere, visto che quando non avevo proprio neanche un centesimo, cosa che capitava molto più frequentemente, i miei amichetti offrivano da bere a me. I miei amichetti erano quello che si può definire un gruppo di sbandati: tossici, drogati e alcolisti tra i quali la più giovane era la sottoscritta, l'età media si aggirava intorno ai 20 anni. Tornata a casa svuotavo il frigorifero e andavo a dormire, ma comunque il giorno dopo alle 8 ero in piedi, e trascinavo gli occhi lividi e la puzza di alcool fino al mio posto al primo banco, dove dormivo comodamente oppure ricominciavo a bere birra in lattine nascoste nel bagno rotto del terzo piano. Fui promossa comunque con la media del 7,5 e i miei buoni 5 punti di credito, quell'anno, visto che ero stata una brava studentessa fino a circa un mese prima della fine di scuola. Arrivò l'estate e io ovviamente continuai a devastarmi come se non peggio di prima. Mia madre in quel periodo era a casa, dopo aver maturato circa 20 anni di lavoro in Serono, essere stata licenziata per chiusura dello stabilimento ed aver passato un anno disoccupata, aver trovato lavoro presso la Aventis a Scoppito ed essersi fatta tutti i giorni Roma-L'Aquila e ritorno per due anni, essere stata trasferita ad Anagni al laboratorio della Lepetit a causa dela fusione delle due industrie ed essere stata licenziata anche lì per trasferimento delle fabbriche all'estero, adesso era nuovamente in cerca di lavoro. Lei era a casa, mentre io passavo la giornata ad ammazzarmi di canne e di alcool e facevo un solo pasto al giorno in tarda notte. Pochi mesi dopo, verso la fine dell'anno, nuntio vobis gaudium magnum, riuscì a trovare lavoro alla Tecnogen. Unico inconveniente: lo stabilimento è a Caserta. Fare avanti e indietro tutti i giorni come da Scoppito non se ne parla, bisognerà prendere casa lì, tanto ormai i ragazzi (io 17, mio fratello 24 anni) sono grandi e non c'è più bisogno che io torni a casa tutte le sere, ci vedremo nei fine settimana. Ma veniamo ai giorni nostri. Nuntio vobis gaudium magnum, oggi mamma annuncia alla famiglia (come se non l'avessimo capito, quando ha riportato l'intero contenuto del frigorifero di casa giù e tutto il materiale dell'ufficio) che è riuscita ad ottenere il trasferimento alla Sigma Tao di Pomezia dove collaborerà al laboratorio di ricerca. Quando a Caserta era la responsabile del laboratorio di sviluppo. "Non siete contenti?" la domanda rivolta a me, 21 e mio fratello, 28 anni. "Si". E invece no. Perché so che lei è tornata per me, perché siamo solo due ragazzini viziati. O forse sono io che mi metto sempre al centro dell'attenzione e lei era solo stanca di abitare da sola e a pochi anni dalla pensione non ambisce certo a promozioni. Però io mi sento proprio una merda. commenti ? domenica, 01 novembre 2009, 21:50 Breve parentesi adolescenziale nella mia pseudo-adulta nonché matura vita universitaria da vecchia. Venerdì e sabato sera c'è stato l'Ao! the festival, al quale io, al top del kitch di pantaloni zebrati con bottoni dorati, quello skin-poser del mio uomo con i jeans truzzi, la barba incolta e la scoppola rubata a un vecchietto, e quel punk-poser di Ludvig con il crestino house e il maglioncino da principe azzurro abbiamo ovviamente partecipato. Ovviamente, si moriva di freddo, sempre perché io non ho più l'età per queste cose, e nonostante i pantacollant (che bella parola anni '90) in pvc terribilmente trash sotto i pantaloni tartan viola (taglia 25, dai quali strabordava una preoccupatissima nonché atroce quantità di ciccia appartenente ai miei fianchi, indice del fatto che sono mannaggiaognissanti ingrassata), le due canottiere, le 2 magliette a maniche lunghe, la felpa, il giubbetto, le due paia di calzini, gli anfibi, e la notevole quantità di alcool (tra cui il cicchetto di caffè borghetti/rum e pera che non ha sortito l'effetto desiderato, ovvero di riscaldamento, anzi ha avuto una terribile controindicazione chiamata "abbiocco"), alle due di notte di entrambi i giorni abbiamo desistito a fare gli strafichi che "non li ammazza nessuno" e ce ne siamo tornati letteralmente volando a casetta (meno male che il concerto si teneva ad Acrobax, centro sociale nel quali la sottoscritta ha passato un anno della sua inutile vita che dista ben 600, cioè, dico seicento, metri da casa). Il sabato sera l'ho passato con Katia a chiacchierare con gli amici suoi punk di Milano/Torino/Lodi/Varese/nonmiricordo (comunque, polentoni) ubriachi come pigne tra cui Mauro che è stata l'ennesima dimostrazione alla mia teoria che i punk sono proprio dei teneri (io: "mi offri una birra?", lui: "non ho soldi, se vuoi ti offro il mio cuore"). ![]() Questo fine settimana di salto nel passato mi ci voleva proprio. Da domani si ritorna alla vecchia vita da vecchi, con un amico che si laurea (beato lui!), le relazioni di laboratorio di Nonno Conno, la dieta e tutta questa terribile serietà. Avevo aperto Splinder con l'intenzione di scrivere qualcosa di serio, per una volta, ma non essendo ancora finito il week-end sono ancora per poche ore una stupida ragazzina punk del cazzo, e quindi niente discorsi socialmente impegnati e impegnativi. Punks not dead, anarchia unica via e altre cazzate simili. Ahahah. Ok, basta. commenti ? venerdì, 23 ottobre 2009, 17:43 Prima piangevo, adesso sono stanca anche per questo. Esausta. Sulle mie spalle ricadono tutte le responsabilità del mondo, qualsiasi cosa possa venir in mente a chiunque, è di mia competenza. Ovviamente lo è sempre stato, fin da bambina, fin da quando i miei genitori mi rimproveravano perché non ero migliore di mio fratello, anche quando avevo gli anni ad una cifra sola; fin da quando i miei nonni mi portavano a Roviano, o a giocare in parrocchia, e non era mai colpa dei miei cugini o dei miei amichetti o del primo ragazzino stronzo che passava, qualsiasi cosa fosse successo. "È colpa tua". Penso che sia una delle frasi che abbia sentito più spesso in tutta la mia vita. Anche al liceo, ero il capro espiatorio. "Si prof, sono stata io" qualunque cosa fosse. Prendi 10 a scuola, ed era il tuo dovere. Prendi 2 a scuola, una tragedia. E così per tutto il resto. "Devi essere la migliore". Questo non me l'ha mai detto nessuno, ma era implicito in ogni sorriso che vedevo quando ero brava, quando facevo bene le cose, quando eccellevo sugli altri. In tutto. La media del 7,5 a scuola e il 92 della maturità, le medaglie d'oro alle gare di sci e le partite di basket in serie A, le gare di spettacoli a teatro, le mostre di pittura, i concorsi di scrittura, le decine di ragazzi che ho avuto... La più brava, la più intelligente, la più simpatica, la più bella, la più perfetta. La migliore. Sempre e comunque. Ovviamente ora ci siamo abituati, io e la gente che mi circonda. Loro pretendono sempre di più da me, e io non devo mai tradire le loro aspettative. E se fosse qualcun'altro a tradirle, penserebbero: "va be', sticazzi". Ma se sono io, non scherziamo. Subito la scenata: "di te non ci si può fidare / sei solo una ragazzina immatura / non fai mai niente / sei inutile / sei una stronza / non ti sai proprio comportare". Tutti addosso ad Arianna. Ma Arianna si è un po' rotta le palle, sapete? commenti ? sabato, 03 ottobre 2009, 13:30 "L'amore non ha età" diceva Alessandro quando lo prendevo in giro. Nonostante il mio lungo percorso di esperienze e delusioni, sono arrivata impreparata. È stato come un calcio sui denti di un sorriso. Oggi c'è la manifestazione. Ma dopo un anno così intenso come potrà essere la stessa cosa? E tutti i nostri sogni, tutti i nostri progetti... Non riuscirò più a fare nulla, perché prima facevo tutto con te. Non avrei mai immaginato che potesse avvenire una cosa del genere. Per una volta che avevo dato l'anima, per una volta che ci credevo, per una volta che ero sicura che fossi l'uomo della mia vita. E adesso cerco di non pensare a nulla, perché altrimenti nella mia testa riecheggia solo quella domanda. "perché?". "come è potuto accadere?". E non ci sono giustificazioni da cercare o colpe da dare. È successo. E basta. È finita. Così. Finita. Non mi rassegnerò mai. Sarà inutile provare a cancellarti, eternal sunshine of the spotless mind: non smetterò mai di amarti. commenti (1) ? venerdì, 02 ottobre 2009, 15:11 A Berlino il freddo mi è entrato nelle ossa. Ci sono parole che Arianna non dimentica nemmeno a distanza di anni, tra cui quella frase pronunciata un po' per stizza in una lontana sera di inizio estate, del 2004 forse. "tu sei fredda dentro". Mi sono svegliata alle 6:30 ieri, neanche troppo stanca, per andare al primo giorno di lezione. Completamente apatica incontro sul ponte Roberto Casalini, professore di scienze nel mio liceo, che, se con i miei genitori il '68 ha fallito, con lui ha fatto davvero un ottimo lavoro. Io a piedi, lui in sella alla sua fantastica graziella verde acido arruginita, che avrà come minimo il doppio dei miei anni. È stata la prima persona che ho rivisto, tornata a Roma (esclusi ovviamente il padre di Davide, il mio, e mio fratello) e di ciò sono stata felicissima. L'incontro con il Casalini mi ha talmente rallegrato la giornata, che nemmeno la delusione dell'inutilità del mio collettivo, e l'aver scoperto appena arrivata all'università che non avrei fatto lezione né di Chimica Fisica, né di Chimica Organica, né di Laboratorio di Fisica, sono riusciti a farmi incazzare. Continuavo ad essere felice e a sorridere, e ad abbracciare persone che non vedevo da una settimana e che in fondo mi erano mancate. Dicevo che mi rodeva il culo, ma in realtà non era vero. Paradossalmente l'unica persona che è riuscita a rovinarmi completamente la giornata di ieri è stato Davide. Sono andata a dormire all'una e mezza, stamattina mi sono svegliata alle 11 e mezza, cerco di non pensare al fatto che dovrei preparare l'orale di Algebra Lineare (che non ho neanche la minima idea di che materia sia), e perdo tempo, perché finalmente non ho nulla da fare. Sono riuscita a trovare un po' di tempo per non fare un cazzo, e stavolta voglio sfruttarlo fino in fondo. Forse più tardi uscirò a farmi un giro in bicicletta, pensavo di andare al parco e sedermi sotto un albero a leggere un libro, e camminare lentamente per la strada guardandomi intorno, come non faccio ormai da non so quanto. Ora però torno a dormire, che ho 5 notti di sonno arretrato da recuperare. commenti (1) ? domenica, 20 settembre 2009, 23:42 Non che nelle altre stagioni io non sia psicologicamente instabile (anche perché non è nemmeno inverno, anzi l'autunno inizia tra qualche giorno, e non domani ovvero il 21 come tutte le altre stagioni bensì il 23 settembre e ora che lo sapete sentitevi meno ignoranti!) Comunque, la depressione stagionale per me non è una vera e propria depressione, diciamo che si manifesta in tutti i suoi aspetti, ma non in modo continuativo: ultimamente cambio idea e umore così spesso da poter essere tranquillamente internata in un ospedale psichiatrico per i prossimi 6 mesi. E mai come in questo periodo posso considerare vero il titolo (assolutamente stupendo, tra l'altro) che ho dato a questo blog. Ho bisogno di equilibrio. Sia fisico che mentale. Non posso continuare a mangiarmi un pacco e mezzo di biscotti al cioccolato per cena e poi giurare a me stessa che domani ricomincio la dieta, e poi domani mi mangio l'altro mezzo pacco. (che poi mi compro 4 paia di jeans taglia 40 e finalmente ho qualcosa di decente da mettermi addosso e non sono più costretta ad andare in giro rischiando di perdermi i vestiti elemosinando cinte sententomi ridicola come Davide con addosso i pantaloni di Brass, e mamma mi dice "e quelli? sono nuovi? ma ti stanno comodi così attillati?" facendo intuire quanto siano stretti, e se poco poco ri-ingrasso anche solo di un etto non mi si chiudono!) Comunque sono depressa anche perché ovviamente come dice il caro sig. Murphy "l'impegno dedicato allo studio è inversamente proporzionale ai risultati ottenuti" e quindi essendomi fatta unculoccosì per preparare Chimica Generale che Heisemberg mi spiccia casa ho preso un misero 18 "regalato" da uno dei professori più stronzi della storia del Dipartimento di Chimica (uno dei pochi baroni rimasti, tra l'altro, cui la sottoscritta per sostenere l'esame si è presentata in colletto rosso, involontariamente), meritatissimo, per carità, perché a domande quali "come si inserisce l'idrogeno nell'elettrodo a vetro?" non so chi avrebbe saputo rispondere. Perciò non so quale sia la causa e quale la conseguenza dei 3 elementi: depressione, dieta e esami, ma qui sono giorni che ci rode il culo, che non sappiamo cosa abbiamo, che sembra che siamo in sindrome pre-mestruale permanente (come direbbe Tommi "c'hai il marchese tutto il mese") e ora che abbiamo pure iniziato a parlare al plurale ci sentiamo addirittura schizofrenici, tiè! (come disse non so chi: I used to be schizophrenic but we're ok now) Comunque, per risolvere tutti i miei problemi o morire nel tentativo (sono proprio la più drama queen!) io & il panda venerdì partiamo e ce ne stiamo 5 giorni a Berlino, a prendere freddo, sbronze e influenza suina! Andatevene tutti affanculo, va! commenti ? |
Eccomi qui
Arianna. 21 anni.Origini genovesi, toscane, ciociare, abruzzesi, sarde, napoletane & pugliesi. Nata il 9 luglio 1988 a Roma. Chimica a "La Sapienza". Questo è tutto ciò che c'è da sapere su di me! Dicono di me
Un giorno je ride e un giorno je rode.
{ Alba B. prof di italiano del liceo } Da grande farà la brigatista, leggeremo il suo nome sulla cronaca nera dei giornali. { Lucilla M. prof di storia e filosofia del liceo } Quando si incazza mette davvero paura! { Il gatto } È punk fino all'osso, per lei la ninnananna sono i Dead Kennedys! { Stefano } Come direbbe lei: È un genio! { Giulia } Arianna cambia pettinatura ogni 10 giorni, se non la vedi per qualche mese non la riconosci più! { Enzo } Arianna è strana... È una pazza! Meglio evitarla. { le mie care compagne di classe del liceo } Se ti vede il subcomandante Marcos vestita così ti arruola nell'esercito Zapatista! { Papà } La prima cosa che si nota di lei sono gli anfibi. La seconda gli occhi! { Ale } È tutto e il contrario di tutto! { Davide } La prima volta che l'ho vista ho pensato "ma dove cazzo va quella co sti capelli?" e invece ho scoperto che è una delle persone migliori dell'occupazione! { Il lametino } Se avesso una sorella la vorrei esattamente come lei { Giorgio } Arianna non è una donna... È punk! { Ignazio } Sul mio comodino
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